Kessel Racing si è presentato alla 24 Ore di Spa CrowdStrike da leader nella categoria Bronzo, dopo la favolosa vittoria all’apertura della stagione al Paul Ricard. Dopo un inizio di gara promettente e una costante ricerca della vittoria di classe, una sfortunata catena di eventi ha portato al ritiro di entrambe le Ferrari del Kessel Racing a cinque ore dalla fine della gara. L’inizio del fine settimana è stato dominato da una sensazione estiva calda e soleggiata, atipica per le Ardenne. Quindi, mentre le quattro sessioni di qualificazione di giovedì sera si sono svolte ancora in perfette condizioni di asciutto, per la gara successiva la storia è stata completamente diversa. Quando le 66 vetture si sono schierate sulla griglia di partenza, il sole splendeva ancora. Niccolò Schirò è partito dalla decima posizione di classe con la Ferrari 296 GT3 n. 8, mentre Ben Tuck ha guidato la vettura gemella n. 74 dalla diciassettesima posizione. Dopo una partenza pulita e senza incidenti degni di nota, Ben Tuck ha approfittato di avere aria libera davanti a sé, facendo segnare il giro più veloce della categoria, che resterà fino alla fine della gara. Entrambe le vetture si sono fermate ai box sotto la prima Full-Course-Yellow. Sebbene Ben Tuck fosse 50° assoluto, ha guadagnato un enorme vantaggio grazie ad un’ottima mossa strategica, rientrando presto ai box e risalendo la classifica fino al 24° posto. A quattro ore dall’inizio della gara, le squadre sono state informate di controllare le loro attrezzature poiché erano previsti forti venti e temporali per la notte. Dopo sei ore la squadra ha effettuato le soste previste e la pioggia ha continuato a cadere ancora più forte, trasformandosi nell’acquazzone previsto che tutti si aspettavano in quel momento. A questo punto le Ferrari di Kessel erano rispettivamente in P9 e P16, guadagnando un punto verso il campionato per la loro posizione nella Top-10. Quando stava per suonare l’ottava ora il gruppo era guidato dalla Safety Car a causa della forte pioggia durata più di due ore. Intorno alle 4:15, Chandler Hull si è fermato ai box della Ferrari n. 74 per il pit-stop tecnico obbligatorio. Dopo un incredibile lavoro di squadra, è stato rimandato in pista. Mentre le prime 12 ore erano trascorse, alla squadra sono stati assegnati altri cinque punti verso il campionato con P6 e P14 in classe. La pioggia leggera incombeva ancora e con il sole che sorgeva da qualche parte dietro le nuvole di pioggia, il numero 8 correva al 25° posto assoluto e al 5° di classe. All’alba su Spa, una forte pioggia e nebbia incombevano sugli alberi. Anche la Ferrari n. 8 si è fermata per il pit-stop tecnico partendo dalla quarta posizione di classe e con un tempo di 5:02 il lavoro di pit-stop non avrebbe potuto essere più centrato. Con ancora 25 secondi rimasti sul cronometro, la vettura è stata rimandata in pista mantenendo il giro di testa e restando in lizza per la vittoria di classe. A poco meno di cinque ore dalla fine, John Hartshorne ha perso il controllo della #74 e ha colpito pesantemente le barriere alla curva Bruxelles, determinando lo sfortunato ritiro della vettura. Il conducente è uscito illeso dall’incidente. Solo 20 minuti dopo, in una catena di sfortunate circostanze, la BMW #46 di Valentino Rossi ha tagliato la parte posteriore sinistra della Ferrari #8 di Nicolò Rosi mentre entrava a Le Combes, costringendo la vettura ad un testacoda e ad un contatto con l’Aston Martin #35 . La vettura è riuscita a rientrare ai box, ma dopo un’ispezione più attenta, la squadra ha dovuto purtroppo ritirare anche la sua seconda Ferrari, vedendo sfumare le possibilità di un piazzamento sul podio in questa gara iconica.
