La prima gara dopo la 24H di Le Mans conferma quanto visto nei tre round precedenti. Si conferma quanto mai competitiva la BMW capace di conquistare due vittorie, Cadillac che al netto di una gestione al box e in pista ancora non perfetta ha messo in pista una vettura prestazionale capace di ben figurare in qualifica e di essere in grado di terminare nella top five. Conferme non sempre positive anche per le altre squadre al via, in particolar modo per la Alpine, che anche in Brasile parte con elevate ambizioni ma si ritrova nella parte bassa della top ten, nonostante la vettura si dimostri all’ altezza degli altri competitor. Fattore di cui non è più dato avere informazioni condiziona i risultati finali. Ottima prestazione per le Ferrari 499P che dopo le delusioni di Le Mans torna sul podio al secondo posto a due secondi dalla BMW vincitrice. Risultato opposto per le Toyota mai competitive nel fine settimana brasiliano, e passate dalla prima posizione in Francia all’ ultima in Brasile. La BMW ha prevalso in un’intensa lotta a tre per la gloria nella Rolex 6 Ore di San Paolo di oggi (12 luglio), con il secondo successo della casa bavarese nel Campionato del Mondo Endurance FIA ​​2026 che prepara un’emozionante lotta per il titolo Hypercar nei restanti quattro round. Il Cadillac Hertz Team JOTA ha monopolizzato la prima fila della griglia nella sessione Hyperpole di sabato, ma Kevin Magnussen si è subito inserito tra le due V-Series.R al volante della BMW M Team WRT numero 15 quando la gara è iniziata davanti a tribune gremite e quasi 85.000 spettatori. Dopo aver superato Earl Bamber per il secondo posto alla famosa curva Ferradura all’undicesimo giro, il danese ha continuato a inseguire Will Stevens. Con la Cadillac numero 12 che ha subito un ritardo a causa di un dado della ruota durante il suo primo pit-stop, la M Hybrid V8 ha preso il comando della gara, un vantaggio che non avrebbe più perso. Ciò è stato possibile grazie alle prestazioni grintose di Magnussen e Raffaele Marciello, e agli ultimi due stint impeccabili di un Dries Vanthoor non al meglio della forma. Nelle fasi finali della gara di sei ore, il belga si è trovato sotto pressione sia dalla Ferrari numero 51 che dalla Cadillac numero 12 in rimonta, ma ha mantenuto i nervi saldi tagliando il traguardo davanti al campione del mondo in carica James Calado, con Stevens non molto distante in terza posizione. Questo risultato ha rappresentato la prima volta in assoluto che la tappa brasiliana del calendario è stata vinta da un pilota che non partiva dalla prima fila. “Era ora”, ha commentato Magnussen, ex poleman a Interlagos durante la sua carriera in Formula 1. “Sono felicissimo di aver finalmente conquistato la vittoria. Credo che oggi avessimo la macchina più veloce ed è stato un vero piacere guidarla. Tutto è andato alla perfezione, dalla strategia ai pit-stop, e i miei due compagni di squadra hanno fatto un lavoro straordinario.” A dimostrazione dell’estrema competitività della categoria Hypercar, meno di sette secondi hanno separato i primi tre al termine di una gara interrotta solo brevemente da una breve fase di Full Course Yellow nella seconda ora, in cui tutti i 35 piloti partiti hanno tagliato il traguardo, nonostante l’arrivo di una leggera pioggia nel finale. Calado, insieme ai compagni di squadra Antonio Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi, è risalito silenziosamente in classifica conquistando il secondo posto – eguagliando il miglior risultato stagionale per i campioni del mondo in carica – mentre Cadillac ha interrotto un digiuno di podi durato 12 mesi sul circuito dove lo scorso anno aveva ottenuto la sua storica vittoria nel FIA WEC. Dopo aver dominato la gara 24 ore prima, nessuno dei due prototipi americani ha avuto una giornata di gara senza intoppi: il pit-stop lento della #12 è stato aggravato dal contatto con Clemens Schmid sulla Lexus LMGT3 #87 e Phil Hanson sulla Ferrari AF Corse #83. Anche la gemella #38 V-Series.R ha perso tempo durante il suo primo pit-stop, con entrambe le Cadillac che sono scivolate fuori dalla top ten, da dove hanno lottato strenuamente per rimontare e conquistare il terzo e il quarto posto. Quinta sul traguardo è stata la Ferrari #83 di Hanson, Robert Kubica e Yifei Ye, seguita dalla BMW #20 di René Rast, Sheldon van der Linde e Robin Frijns, ma una penalità post-gara per l’olandese a causa di uno scontro con la Ferrari di Antonio Fuoco ha relegato i tre all’ottavo posto. Rast e Frijns sono comunque tornati in vetta alla classifica del campionato, a pari punti con i vincitori della 24 Ore di Le Mans Mike Conway, Kamui Kobayashi e Nyck de Vries. È stato un fine settimana torrido per le due TOYOTA RACING TR010 Hybrid attorno all’Autódromo José Carlos Pace, con le vetture giapponesi che hanno lottato per la velocità per tutto il tempo. Il numero 7 che ha conquistato La Sarthe ha concluso al 12° posto, mentre il numero 8 pilotato da Sébastien Buemi, Ryō Hirakawa e Brendon Hartley ha perso più di dieci giri ai box in seguito al contatto con il Genesis numero 17. Probabilmente il produttore più deluso, tuttavia, è stato Alpine. Ferdinand Habsburg, Charles Milesi e in particolare António Félix da Costa hanno tutti goduto di solidi periodi in testa mentre Les Bleus lanciavano i dadi sulla strategia, ma la loro scommessa alla fine non è stata ripagata, lasciando l’equipaggio #35 a racimolare un solo punto per il decimo posto. La caccia al titolo di campione del mondo continuerà dopo la pausa estiva annuale della serie, quando l’azione riprenderà sul Circuit of The Americas di Austin in Texas, USA, dal 4 al 6 settembre.

monzaspeed.it
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.